Con piacere pubblichiamo le risposte di Emilia Vitale a cui formuliamo l’augurio di buona campagna.
QUALE FAMIGLIA?
Per formazione culturale e politica, sono fortemente a favore dello stato laico e della non ingerenza della religione nella vita politica e civile degli italiani. Non credo ad una definizione universale di matrimonio/unione come coppia composta da un uomo e una donna. Sono quindi a favore delle unioni civili di due persone (la decisione sul matrimonio religioso la lascio alle autorita’ religiose competenti); del riconoscimento di queste unioni e/o delle unioni di fatto e dell’estensione a queste unioni di tutti i diritti - legali, previdenziali, ecc. - di cui usufruiscono le coppie sposate con rito religioso o civile.
Ritengo che il criterio per le adozioni debba basarsi su una valutazione accurata del carattere della persona che intende adottare e delle sue capacita’ di esercitare il ruolo di genitore in modo soddisfacente. In questa valutazione, non sono affatto pertinenti le considerazioni sullo stato civile e sull’identita’ sessuale della persona.
L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA (art. 11 costituzione)
No, non sono a favore di missioni militari che violino il diritto internazionale. Sono a favore di missioni militari che siano guidate dalle istituzioni internazionali delle quali l’Italia e’ membro.
Per questo motivo ho accolto con soddisfazione la decisione del governo Prodi di chiudere la missione in Iraq, dove restano solo alcune dozzine di militari nella NATO Training Mission. Ma per questo motivo sono anche a favore della partecipazione italiana nella ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan, una missione autorizzata dall’ONU e guidata dalla NATO. La nostra presenza in Afghanistan, nel quadro di una missione multilaterale, e’ importante perche’ dimostra il ruolo guida dell’Italia nella sicurezza globale.
No, non sono a favore di alcuna “servitu’ militare.” Ritengo che l’Italia debba avere un ruolo di leadership e non marginale nella sicurezza dell’Europa e del bacino Mediterraneo, incluso il Medio Oriente. Non esiste modo migliore per assicurare questo ruolo che svolgere una funzione di cooperazione e leadership nelle organizzazioni internazionali le quali provvedono il quadro istituzionale e politico del multilateralismo. Per evitare i gravi errori e gli eccessi di politiche estere unilaterali recenti, l’Italia deve operare - e chiedere che altri paesi operino - nel quadro della NATO, la EU e l’ONU. Se questo richede basi militari nel nostro paese, o l’allargamento di quelle esistenti, ne sono a favore.
Capisco le preoccupazioni per il ruolo pericolosamente aggressivo svolto dall’amministrazione Bush dopo l’11 Settembre 2001, in modo particolare con la guerra in Iraq e l’occupazione di quel paese. E le condivido. Detto questo, l’Italia non puo’ rescindere i rapporti di cooperazione e amicizia che ha con gli Stati Uniti, specialmente in questo momento in cui un cambiamento radicale nella politica americana sembra a portata di mano.
Cio’ a cui sono principalmente interessata e’ l’acquisizione dell’Italia di una politica estera piu’ coerente e decisa. Il Rapporto 2020 redatto dal Gruppo di Riflessione Strategico per l’attuale Ministero degli Esteri mi sembra un buon inizio per superare le approssimazioni della politica estera italiana e per suggerire idee strategiche che permettano la cooperazione internazionale, ma anche la critica a decisioni che non riteniamo funzionali alla sicurezza nazionale e globale.
RICERCA E UNIVERSITA`
Quali misure pratiche proporrebbe per rilanciare il sistema accademico e scientifico italiano? Che ruolo vede per ricercatori e docenti italiani all’estero? E per ricercatori e docenti stranieri in Italia?
A questa domanda posso rispondere rinviando direttamente al mio programma, perche’ l’universita’ e la ricerca saranno al primo posto del mio impegno parlamentare.
Università e ricerca scientifica tra Italia e Nord-America
La mia attività di ricercatrice universitaria mi spinge a battermi per la valorizzazione dei ricercatori italiani all’estero come risorsa umana fondamentale per l’Italia e per far sì che l’università italiana ritorni ad essere il motore di crescita e di mobilità sociale che è stato in passato. In ciò, l’apporto di chi ha lavorato nella ricerca all’estero è fondamentale per la modernizzazione e il rilancio di competitività dell’università italiana, che significa: 1) autoregolazione attraverso gli statuti autonomi di ateneo; 2) autonomia finanziaria (attraverso fondi regionali, tasse d’iscrizione e fundraising); 3) possibilità di assunzione di personale docente e/o di ricerca da tutto il mondo. Vanno quindi favoriti gli scambi bilaterali di studenti, docenti e ricercatori tra Italia e Nord America per garantire quella qualità di formazione e di ricerca che è destinata a un ruolo chiave nella società globalizzata del terzo millennio. (Perciò è fondamentale stabilire norme chiare e adeguate sull’equipollenza dei titoli di studio italiani e stranieri alla luce delle specificità curricolari, sfrondando l’iter burocratico a tutt’oggi in vigore.)
SVILUPPO E AMBIENTE
Su questo punto sono completamente d’accordo con l’approccio che voi suggerite, citando Robert Kennedy. Il programma del PD del resto parla chiaro sulle questioni dello sviluppo sostenibile e della qualita’ dello sviluppo. Rinvio a quel testo per il trattamento in particolare dei diversi aspetti di questa politica.
Ma quello che vorrei aggiungere qui e’ come una delle soluzioni ai problemi che sollevate non possa trovarsi in un programma. E’ quella che gli Americani definiscono con una espressione che probabilmente tutti conoscete: l’uso della politica - nel loro caso dal luogo privilegiato della presidenza, nel nostro del governo - come bully pulpit, cioe’ come ispirazione e leadership. E’ da un governo del PD che riusciremo a cambiare il tono della politica italiana, della vita dell’Italia, per finirla con il dilettantismo e il soddisfatto menefreghismo dei dirigenti e delle persone comuni, e ristabilire l’importanza della responsabilita’ individuale, della competenza, e del rispetto della sfera pubblica.
Sono convinta che solo con una vittoria del PD alle elezioni riusciremo a stimolare uno sviluppo che sia sostenibile e faccia bene alla salute fisica, intellettuale e spirituale degli italiani, oltre che alle loro tasche.
DIRITTI ITALIANI ALL’ESTERO
Cosa pensa di fare in sede legislativa a proposito di alcune questioni sollevate al momento dell’iscrizione all’AIRE, ad esempio la perdita di copertura sanitaria in Italia (dove molti, tra gli italiani residenti all’estero, tornano per frequenti e talvolta lunghi soggiorni).
Grazie per aver sollevato questo problema, che e’ un problema serio, per il quale pero’ non ho una risposta bella e pronta.
Effettivamente e’ possibile anche adesso ottenere dal Consolato una sorta di dispensa nel caso di un soggiorno breve in Italia. Non risolve la questione delle permanenze piu’ lunghe. Certamente, se il diritto all’assistenza sanitaria e’ un diritto dei cittadini, e se i residenti all’estero continuano ad essere cittadini, non dovrebbero perdere alcun diritto.
Posso assicurare che intendo lavorare per arrivare a una soluzione praticabile per questo problema. Se eletta, vi invito gia’ adesso a chiedermi conto di questa promessa. L’apertura di una sede del PD a New York e’ un segnale chiaro che manterro’ i contatti con i miei elettori per dimostrare che prendo molto sul serio la mia responsabilita’ nei loro confronti
TRE PRIORITA’
Le mie priorita’ sono determinate sia dai miei interessi politici che dalle domande e i bisogni della comunita’ alla quale chiedo il voto.
Una riforma alla quale darei la priorita’ e sulla quale lavorero’ con impegno nel gruppo parlamentare del partito e’ la riforma elettorale. Rimando al programma del PD per i dettagli, qui mi basta sottolineare l’importanza di stabilire istituzionalmente un sistema unicamerale, con un numero ridotto di rappresentanti eletti in collegi uninominali maggioritari a doppio turno; di scegliere i candidati con primarie per sbloccare le burocrazie partitiche; di riservare il 50% dei posti nelle liste alle donne (come ha fatto il PD negli USA in queste elezioni); di trasformare il Senato in una Camera delle Regioni di 100 membri; e di snellire la composizione e il lavoro dell’esecutivo.
Altre priorita’ del mio programma sono in parte gia’ delineate piu’ sopra nella mia risposta alIa domanda sull’universita’. In quanto ricercatrice e accademica che lavora negli USA ma con contatti continui con l’Italia e la comunita’ scientifica globale, mi sento molto coinvolta in questo settore e ritengo interventi di riforma urgenti e necessari.
Inoltre ritengo importante un intervento nei seguenti settori:
I. Accordi di previdenza sociale e snellimento delle burocrazie
Vanno rafforzati e precisati gli accordi di previdenza sociale, facendo la massima chiarezza tra le amministrazioni e dando garanzie di riconoscimento dei contributi versati all’estero a chi scelga il rientro definitivo. Urgono l’eliminazione della doppia imposizione fiscale alle pensioni degli italiani residenti all’estero, dall’INPS alla fonte e contemporaneamente, per convenzione, nel Paese di residenza, e il condono degli indebiti pensionistici non imputabili a responsabilità dirette degli interessati (legge peraltro già in discussione alla Camera e non realizzata a causa dell’interruzione della legislatura). Tali provvedimenti rientrano nel quadro generale di semplificazione e snellimento delle burocrazie e di facilitazione dei rapporti con le strutture amministrative italiane in patria e all’estero, eliminando i disagi fin troppo noti del malservizio diffuso (a cui si deve rimediare anche con una gestione più razionale delle risorse dei consolati).
II. La cultura italiana all’estero
L’Italia sta cambiando e sta diventando sempre più complessa. Cambia anche la compagine degli italiani all’estero, sempre più in contatto con la patria d’origine. Con scambi sempre più frequenti e comunicazioni più intense. La domanda di cultura italiana è destinata ad aumentare sia in quantità sia in qualità. Gli Istituti Italiani di Cultura debbono quindi assumere un ruolo primario e attivo nella diffusione sia del patrimonio storico sia delle tendenze più attuali, diventando quindi un termine di riferimento essenziale dell’immagine della nazione nel mondo.
III. La diffusione della lingua italiana all’estero
È necessaria e urgente una riqualificazione del personale insegnante, attraverso accordi tra Italia e Stati Uniti che includano il riconoscimento / equipollenza delle formazioni e prevedano una seria riforma legislativa (le norme sono ferme al 1973) e uno stanziamento economico di sostegno alle istituzioni preposte alla formazione e al collocamento degli insegnanti a livello medio-superiore